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	<title>SBC 2.1</title>
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		<title>Il Freddo</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 19:00:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il freddo si sa conserva, sarà il freddo o l&#8217;ebrezza postuma delle ceneri dell&#8217;Eyjafjallajökull che un giorno scopriremo inebrianti, ma da ieri l&#8217;altro, grazie alla proposta della deputata anarchica Birgitta Jonsdottir, l&#8217;Islanda si pone come nazione più avanzata in campo di libertà sul web. Legando questa notizia all&#8217;offerta islandese di trasferire sulla piccola isola del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il freddo si sa conserva, sarà il freddo o l&#8217;ebrezza postuma delle ceneri dell&#8217;Eyjafjallajökull che un giorno scopriremo inebrianti, ma da ieri l&#8217;altro, grazie alla proposta della deputata anarchica Birgitta Jonsdottir, l&#8217;Islanda si pone come nazione più avanzata in campo di libertà sul web. Legando questa notizia all&#8217;offerta islandese di trasferire sulla piccola isola del nord i server web mondiali risparmiando sul raffreddamento degli stessi fa sì che l&#8217;opzione islandese diventi una realtà agognata da chi di web ci campa. Seguiremo i futuri sviluppi.</p>
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		<title>Cupcake</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 06:49:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Suitable for Vegetarian]]></category>
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		<description><![CDATA[Ispirati da Sprinkles che con i suoi fantastici cupcake sta colonizzando gli Stati Uniti a ritroso, da ovest a est, dal primo shop su Santa Monica boulevard fino a New York (apertura prevista in autunno), abbiamo deciso di dedicarci all&#8217;arte del cupcake, con ottimi risultati, così vorremmo con voi, condividere una ricetta. Questa voglia vi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ispirati da <a href="http://www.sprinkles.com/" target="_blank">Sprinkles</a> che con i suoi fantastici cupcake sta colonizzando gli Stati Uniti a ritroso, da ovest a est, dal primo shop su Santa Monica boulevard fino a New York (apertura prevista in autunno), abbiamo deciso di dedicarci all&#8217;arte del cupcake, con ottimi risultati, così vorremmo con voi, condividere una ricetta. Questa voglia vi racconteremo dei Banana Cupcake con cheese frost cream, ma il bello del cupcake è proprio questo, la fantasia nel creare basi differenti abbinate a creme e glassature diverse.</p>

<a href='http://www.seguilbianconiglio.net/?attachment_id=57' title='cupacake_2'><img width="150" height="93" src="http://www.seguilbianconiglio.net/wp-content/uploads/2010/07/cupacake_2.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="cupacake_2" title="cupacake_2" /></a>
<a href='http://www.seguilbianconiglio.net/?attachment_id=58' title='cupacake_3'><img width="150" height="93" src="http://www.seguilbianconiglio.net/wp-content/uploads/2010/07/cupacake_3.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="cupacake_3" title="cupacake_3" /></a>
<a href='http://www.seguilbianconiglio.net/?attachment_id=59' title='cupcake_1'><img width="150" height="93" src="http://www.seguilbianconiglio.net/wp-content/uploads/2010/07/cupcake_1.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="cupcake_1" title="cupcake_1" /></a>

<p><strong>BANANA CUPCAKE</strong></p>
<p>295 g Farina 00</p>
<p>177g Zucchero</p>
<p><span id="more-51"></span></p>
<p>8 g Lievito per dolci</p>
<p>2,5 g Bicarbonato di sodio</p>
<p>2 Banane mature</p>
<p>1,23 g Sale marino da cucina</p>
<p>118 g Sour Cream (o panna acida)</p>
<p>7,50 g estratto di Vaniglia</p>
<p>118 g Burro a temperatura ambiente</p>
<p>1 Uovo intero + 1 ulteriore Tuorlo</p>
<p><strong>CREAM CHEESE FROSTING</strong></p>
<p>455 g di Formaggio spalmabile tipo Philadelphia</p>
<p>118 g Burro a temperatura ambiente</p>
<p>473 g Zucchero a Velo</p>
<p><strong>Esecuzione:</strong></p>
<p>Accedente il forno e portatelo alla temperatura di 180° C e preparate anche  una teglia da muffin con gli appositi contenitori di carta. In una ciotola mettete la farina, il lievito, il bicarbonato, il sale ed amalgamate tutte le &#8220;polveri&#8221;. In un altra ciotola mettete le banane mature che dovrete schiacciare fino ad ottenere una purea di banana alla quale aggiungerete l&#8217;estratto di vaniglia e la panna acida.</p>
<p>Usando il mixer elettrico, in una terza ciotola, montate il burro a temperatura ambiente con lo zucchero per circa tre minuti e comunque fintanto che otterrà un aspetto soffice; a questo punto aggiungete l&#8217;uovo e l&#8217;ulteriore tuorlo e cominciata ad amalgamare aggiungendo poco per volta le polveri alternate alla purea di banana. Per intenderci: nella ciotola con burro zucchero e uova aggiungete 1/3 di farina&#8230; e mescolate poi 1/2 di banana&#8230; e mescolate poi 1/3 di farina e mescolare, poi il 1/2 di banana ed infine l&#8217;ultimo 1/3 di farina. Una volta che il composto sarà pronto e soffice, dividetelo negli stampini da muffin, all&#8217;incirca 60 g per ogni stampino. Mettere la teglia da muffin nel forno per circa 20 minuti e comunque fintantoché lo stuzzicadenti tester non uscirà asciutto.</p>
<p>Raffreddati verranno poi spalmati di crema che si otterrà semplicemente miscelando con un mixer elettrico gli ingredienti.</p>
<p><em>P.S. Le foto si riferiscono a dei blueberry (mirtilli) cupcake, ultima nostra creazione, ma se volete un consiglio, iniziare con l&#8217;impasto alla banana è un ottimo esercizio per imparare l&#8217;arte del cupcake. Buon appetito.</em></p>
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		<title>HotSpotMan</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Jun 2010 09:22:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[TecnoLab]]></category>
		<category><![CDATA[3G]]></category>
		<category><![CDATA[connessione]]></category>
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		<description><![CDATA[Finalmente possiamo testare il nuovo prodotto di D-Link, parliamo del DIR-457. Il DIR-457 è un piccolo e moderno d&#8217;aspetto, router wireless a batteria ricaricabile che fornisce la connessione alla rete tramite una SIM dati di qualunque operatore [TIM, Vodafone, Wind, 3 ...]. Per eccesso, con un DIR-457 in tasca, in mezzo ad una piazza si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Finalmente possiamo testare il nuovo prodotto di <a href="http://www.dlink.it" target="_blank">D-Link</a>, parliamo del DIR-457.</p>
<p><a href="http://www.seguilbianconiglio.net/wp-content/uploads/2010/06/dir457f.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38" title="dir457f" src="http://www.seguilbianconiglio.net/wp-content/uploads/2010/06/dir457f.jpg" alt="" width="420" height="229" /></a></p>
<p>Il DIR-457 è un piccolo e moderno d&#8217;aspetto, router wireless a batteria ricaricabile che fornisce la connessione alla rete tramite una SIM dati di qualunque operatore [TIM, Vodafone, Wind, 3 ...]. Per eccesso, con un DIR-457 in tasca, in mezzo ad una piazza si può fornire la connessione fino a sedici periferiche nel suo raggio d&#8217;azione: netbook, laptop, iPhone, iPad, smartPhone e ad ogni altro apparecchio dotato di connessione wi-fi proprio tramite l&#8217;uomo Hot Spot che si aggira nei dintorni&#8230; scherziamo!</p>
<p>Voto: <span style="color: #000080;">8 ++</span></p>
<p>Stato Emotivo: <span style="color: #ff0000;">entusiasta</span></p>
<p><span id="more-31"></span></p>
<p>Dimenticando &#8220;l&#8217;eccesso&#8221; che secondo le vigenti normative sarebbe illegale, parlo della fornitura di accesso alla rete a sconosciuti ovviamente [L. n. 155/2005 ed il D.M. 16.08.06, più noto come decreto “Pisanu”], l&#8217;apparecchio è veramente ben riuscito. Il DIR-457 non è il primo router wireless 3G HSDPA, in quanto anche altri produttori hanno già presentato al mercato i loro prodotti di connettività tramite rete 3G, ma il DIR-457 si distingue in quanto il primo a batteria, effettivamente mi domando a cosa serva e quanto sia limitato un router senza fili, 3G, ma che necessiti della connessione costante alla rete elettrica, mistero?!?</p>
<p>Ed è proprio l&#8217;evoluzione della pila di Alessandro Volta che rende il nuovo arrivato di D-Link UNICO. D-Link promette una durata della batteria di4 ore in stand-by e 2 ore di connessione continua. Stiamo verificando e vi confermeremo o meno la caratteristica. Speriamo anche che lo spegnimento per carenza di energia non sia muto, ma ci rendiamo conto di essere in questo forse un po&#8217; troppo esigenti.</p>
<p>Entriamo nel dettaglio partendo dal prezzo; il D-Link DIR-457 è disponibili sul mercato con un prezzo che varia tra i 140 e i 160 euro, circa un terzo in più rispetto ad una chiavetta USB di quelle vendute dagli operatori tradizionali di telefonia ma essendo un router e fornendo più connessioni multiple, a giocare con i numeri si potrebbe concludere che il costo per singola connessione è di circa 10 euro contro i 90 di una chiavetta qualsiasi, veramente conveniente no?</p>
<p>Apriamo la confezione e troviamo uno scatolotto bianco delle dimensioni di un iPhone, un cavo USB, un alimentatore da parete con ingresso USB, ed una custodia a bustina di un materiale sintetico simil alcantara, carino ed infine un pacchetto che contiene la documentazione, una guida rapida ed un cd contenente guida rapida e manuale. Avendo scelto di fare il primo avvio tramite un netbook il CD mi è inutile e cerco quindi di configurarlo manualmente. L&#8217;operazione è realmente semplice, pochi step ed il gioco è fatto e ci si ritrova on line.</p>
<p><a href="http://www.seguilbianconiglio.net/wp-content/uploads/2010/06/dir457r.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-37" title="dir457r" src="http://www.seguilbianconiglio.net/wp-content/uploads/2010/06/dir457r.jpg" alt="" width="420" height="232" /></a></p>
<p>In pillole:</p>
<blockquote><p><span style="color: #ff0000;"><strong>HOT</strong></span></p>
<p>Dimensioni contenute e peso pressoché inesistente.</p>
<p>Estrema facilità di configurazione tramite il pannello web</p>
<p>Appena dopo 3 minuti dall&#8217;apertura della scatola ci siamo trovati connessi ad una ottima velocità senza particolari problemi di sorta.</p></blockquote>
<blockquote><p><strong><span style="color: #3366ff;">COLD</span></strong></p>
<p>Il DIR-457 è un dispositivo nato e concepito per essere portatile, per fornire supporto di connettività a laptop, netbook e smartphone, il CD  è però a solo appannaggio dei Laptop, netbook e smartphone ne sono sprovvisti,  includendo una micro SD, con QIG e manuale si sarebbe toccata la perfezione, ed era a portata di mano.</p>
<p>Sempre nella logica della portabilità, apprezzando il sistema di ricarica della batteria sia tramite usb che tramite alimentatore da parete, avremmo incluso nella confezione anche uno spinotto per accendisigari e sarebbe stato il massimo.</p>
<p>Poiché le luci colorate sono il sistema con cui il router ci fa capire e ci comunica quel che sta succedendo, inserire una legenda luci/colori completa, nella guida rapida d&#8217;istallazione sarebbe stata la ciliegina sulla torta.</p></blockquote>
<p>Tutto sommato, il D-Link DIR-457 era un prodotto che mancava sul mercato e questo prodotto esaudisce tutti i desideri a riguardo, nel caso foste dei felici possessori di iPad wi fi ma non 3G ad esempio, il DIR457 vi permetterà la connessione in ogni dove.</p>
<blockquote><p><strong><span style="font-weight: normal;"><em>Citiamo da </em><a href="http://www.dlink.it/cs/Satellite?c=Product_C&#038;childpagename=DLinkEurope-IT/DLProductCarousel&#038;cid=1197384705774&#038;p=1197318958684&#038;packedargs=ParentPageID%3D1197318958651%26TopLevelPageProduct%3DConsumer%26locale%3D1195806717957%26packedargs%3DProductParentID%253D1197318476103&#038;pagename=DLinkEurope-IT/DLWrapper" target="_blank"><em>D-Link</em></a><br />
</span></strong>È possibile installare il router in modo rapido e semplice praticamente ovunque. Questo router è eccezionale in situazioni in cui è necessario approntare una rete wireless o laddove non è disponibile l&#8217;accesso alla rete convenzionale.</p></blockquote>
<p>E lo è davvero!</p>
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		<title>Zend</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Jun 2010 08:15:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dover installare Zend Optimizer è una azione sempre più frequente su di un virtual server linux, è altresì vero che reperire risorse in rete circa l&#8217;How To non è così semplice, così ci aggiungiamo anche noi. 1. Scaricate Zend Optimizer e copiatelo nella root del vostro Virtual Server (scaricate la versione per Linux x86, è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dover installare Zend Optimizer è una azione sempre più frequente su di un virtual server linux, è altresì vero che reperire risorse in rete circa l&#8217;<em>How To</em> non è così semplice, così ci aggiungiamo anche noi.</p>
<p>1. Scaricate <a href="http://www.zend.com/en/products/guard/downloads">Zend Optimizer</a> e copiatelo nella root del vostro Virtual Server (scaricate la versione per Linux x86, è possibile anche su server Microsoft ma ne parleremo la prossima volta).</p>
<p>2. Aprite la Shell del vostro VS e digitate:</p>
<blockquote><p>[root@localhost ~]# tar -xvzpf ZendOptimizer-3.3.9-linux-glibc23-i386..tar.gz</p></blockquote>
<p>3.  Usate poi il seguente comando per copiare l&#8217;appropriato ZendOptimizer.so nella directory dove risiede il PHP</p>
<blockquote><p># cp /root/ZendOptimizer-3.3.9-linux-glibc23-i386/data/5_1_x_comp/ZendOptimizer.so /usr/lib/php/modules/</p></blockquote>
<p>4. Se non conoscete la directory del vostro PHP potete eseguire la stringa sotto riportata:</p>
<blockquote><p># php -i | grep extension_dir</p></blockquote>
<p>5. Penultimo passo, utilizzate la stringa seguente per aggiungere una linea al vostro php.ini</p>
<blockquote><p># echo &#8220;zend_extension= /usr/lib/php/modules/ZendOptimizer.so&#8221; &gt;&gt; /etc/php.ini</p></blockquote>
<p>6. Riavviate il servizio Apache Web Server ed il gioco è fatto</p>
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		<title>Un giro per&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Jun 2010 14:43:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[pizza]]></category>
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		<description><![CDATA[pizzerie del nord ovest, ovvero, qualche parola sulle pizzerie &#8220;tradizionali&#8221; dei piccoli paesi lombardi e piemontesi, dove ancora il televisore, posizionato vicino al forno a legna, fornisce i risultati sportivi della domenica, al pizzaiolo, di origine napoletana ma anche no, pizze di una volta, prezzi economici, località sperdute, una ogni tanto. E per la prima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>pizzerie del nord ovest, ovvero, qualche parola sulle pizzerie &#8220;tradizionali&#8221; dei piccoli paesi lombardi e piemontesi, dove ancora il televisore, posizionato vicino al forno a legna, fornisce i risultati sportivi della domenica, al pizzaiolo, di origine napoletana ma anche no, pizze di una volta, prezzi economici, località sperdute, una ogni tanto.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-22" title="1greppia-img" src="http://www.seguilbianconiglio.net/wp-content/uploads/2010/06/1greppia-img.jpg" alt="pizza margherita" width="158" height="158" /></p>
<p>E per la prima volta iniziamo da &#8220;La Greppia&#8221; di Comerio.</p>
<p>Cominciamo dal nome, paginegialle.it ci conferma il nome, &#8220;La Greppia&#8221;, perché sì, nonostante le nostre numerose visite non avevamo ancora questa certezza, l&#8217;insegna riporta solo un generico &#8220;Tavola Calda&#8221;, qualcuno usa dire &#8220;andiamo dal Marcuccio&#8221; qualcun&#8217; altro semplicemente &#8220;andiamo a mangiarci una pizza a Comerio&#8221;</p>
<p>Quindi se vi capitasse di passare per Comerio [<a title="la Greppia" href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;source=s_q&amp;hl=it&amp;geocode=&amp;q=comerio&amp;sll=41.442726,12.392578&amp;sspn=27.697089,57.084961&amp;ie=UTF8&amp;hq=&amp;hnear=Comerio+Varese,+Lombardia&amp;z=14" target="_blank">45°50′0″N 8°44′0″E</a>] nel corso centrale v&#8217;è una pizzeria d&#8217;altri tempi, tavoli da quattro/sei con panche, il giardino estivo con la griglia sempre calda, il titolare intento nella cottura di costate e braciole, un po&#8217; di fumo che si propaga nell&#8217;aria, fresca, d&#8217;estate, del varesotto. La Greppia è sempre frequentata, quindi consigliamo di dare un colpo di telefono per annunciare la vostra visita. A La Greppia c&#8217;è sempre gente, dalla famiglia con bambini alla VCC (la Varese che conta) belle signore ingioiellate, ragazzi in T-Shirt ed un conto alla portata di ogni portafogli.</p>
<p><span id="more-17"></span></p>
<p>Entrati ed accomodati, la signora vi chiederà se siete interessati al menù ristorante o al menù pizzeria, ovviamente il tavolo può avere promiscuità di scelta; crediamo che la signora lo faccia per comodità, perché a la Greppia non esistono i munù, dovrete semplicemente ascoltare quanto la cucina propone: ravioli, patate saltate, braciola con patatine&#8230; Ma se scegliete la pizza, un&#8217;ottima pizza, vi sentirete offrire: &#8220;Oltre alle classiche abbiamo: Genovese pesto, patate e fagiolini &#8211; Campagnola prosciutto rucola e funghi &#8211; Melanzane e scamorza &#8211; Trevisana e taleggio.&#8221;  Lo scrivente sceglie solitamente la Genovese ma anche la classica Margherita è degna di nota; la pasta è ben cotta, gli ingredienti di ottima qualità, il prezzo così come il locale d&#8217;altri tempi. Una pizza a la Greppia è da provare, e se abitate in zona può anche essere un piacevole ed economico appuntamento per la cena domenicale.</p>
<p>P.S. Il cagnolino de la Greppia è goffo e simpatico!</p>
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		<title>Qualche parola</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jun 2010 08:45:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[bosco]]></category>
		<category><![CDATA[brughiera]]></category>
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		<description><![CDATA[per un posto che ho lasciato: Il cielo e&#8217; terso, la Tramontana da nord, antipasto dell’inverno, soffia sotto i giacconi dei dairaghesi; i raggi dell’ultimo sole sulla via del solstizio del Capricorno s’alternano con l’ombra dei caseggiati, raffredda la centralissima via XXV Aprile, nelle prime ore della giornata.Il giornale in piazza, il mio cappuccio tiepido, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>per un posto che ho lasciato:</em></p>
<p><a href="http://www.seguilbianconiglio.net/wp-content/uploads/2010/06/1page-img6.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-12" title="1page-img6" src="http://www.seguilbianconiglio.net/wp-content/uploads/2010/06/1page-img6.jpg" alt="" width="158" height="158" /></a><a href="http://www.seguilbianconiglio.net/wp-content/uploads/2010/06/1page-img2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-8" title="1page-img2" src="http://www.seguilbianconiglio.net/wp-content/uploads/2010/06/1page-img2.jpg" alt="" width="158" height="158" /></a></p>
<p>Il cielo e&#8217; terso, la Tramontana da nord, antipasto dell’inverno, soffia sotto i giacconi dei dairaghesi; i raggi dell’ultimo sole sulla via del solstizio del Capricorno s’alternano con l’ombra dei caseggiati, raffredda la centralissima via XXV Aprile, nelle prime ore della giornata.Il giornale in piazza, il mio cappuccio tiepido, al solito… e un’idea; i raggi del sole, ormai tangenti le grondaie, illuminano le facciate meridionali; meno lavoro oggi, qualche telefonata per avvisare, sì, voglio proprio godermi i colori del bosco, del nostro bosco. Lascio l’auto<span id="more-1"></span> inquadrata dinanzi al centro sportivo, sistemo i pantaloni in vita, stringo la cintura – mannaggia questi chilogrammi di troppo – mi dirigo al bosco, vecchio caro bosco, che ho attraversato mille volte nelle estati coi miei nonni, bosco a cui non faccio visita da qualche anno, bosco che voglio riscoprire, nudo, cristilizzato, addormentato, vulnerabile.La pianta del Caco che supera l’imperscrutabile e pudica recinzione dell’orto mi affascina, che creazione il Caco, succosi frutti arancione, Diospoyros kaki in greco, cibo degli dei; offre il meglio di sé da svestito, insolente dolcezza.La strada si fa di terra e fango, si apre attraverso i campi, che, dorati d’estate, restituiscono il loro risvolto umido che profuma di Dairago, isola tra le citta&#8221; di questo sempre più cementificato futuro.La fattoria e&#8217; gia&#8217; operativa da ore, il latte scorre dalla Mucca produttrice alla cisterna metallica e ruotata che lo trasporterà a proficui utilizzi.Olcella a sud, con la torre rimoldea, mi riporta, per qualche istante, alla dimesione quotidiana della civilta&#8221; endemica; presto le fronde della Robinia mi celeranno nuovamente l’industrioso panorama, legato nella memoria alla macchina da cucire.La Robinia pseudoacacia, strana storia; indesiderato ospite dal diciassettesimo secolo, soppiantasti con la tua voracità l’elegante Fagacea che donava la ghianda &#8211; ma come non amarti Robinia? &#8211; gli anni passano, ormai Tu ricopri vegetali ricordi della mia generosa infanzia e di  tutte le generazioni vegete.All’ombra dei rami mi addentro sempre più verso occidente, spingendomi ai confini di Arconate,  dove la strada e&#8221; tesserata del mosaico delle foglie gialle e rosse, magie dell’autunno; dove gli alberi diradano posso avvistare la torre campanaria della parrocchiale di Sant’Eusebio, Dairago è ormai lontana, meglio riavviarsi verso casa.La pineta che d’estate e&#8221; anche nota come “L’Ustaria dul suciu” o scriver si voglia, la sostanza non cambia; all’osteria non si beve, all’osteria ci si fa gratificare dalla frescura, all’osteria si sta in compagnia duranti i torridi pomeriggi del luglio.La strada si allarga nuovamente, sterrata carrozzabile che ti dirigi retta verso la villa del monsignore, misteriosa e affascinante opera nei boschi della cascina Maddalena, l’autunno permette di scrutarti piu&#8221; chiaramente, ridimensiona l’ermetica atmosfera che ti cela dietro verdi foglie ed estive vegetazioni.Svolto verso oriente, percorrendo il sentiero che costeggiando il risino mi portera&#8221; infine al mio paese. Rincontro l’odiata/amata Robinia, nel suo intricarsi di rami, riassaporo il profumo della terra – me lo ricorderò a lungo – avvisto qualche Quercia, reduce dell’invasione seicentesca; le macerie del risino  ti lasciano intendere quello che fu, e che ora è tornato alla natura che si e&#8221; nuovamente impossessata di cio&#8221; che un tempo era stato suo, l’onnipresente pseudoacacia, riconosco poi un rachitico, ormai, melo selvatico, e i rumori della vita locale si rifanno percepibili.L’inconfondibile orizzonte di Dairago, il campanile della plebana San Genesio, i contorni delle Twin Towers nostrane, come mi piace evocare i condomini di via Zara; casa e&#8221; vicina, decido di allungare di qualche distanza la passeggiata cosi&#8221; da poter far visita al Pioppo, &lt;em&gt;arbor populis (albero del popolo) &#8211; secondo una leggenda, il suo nome potrebbe derivare dal rumore che la sua folta chioma produce col soffiare del vento, molto simile al brusio del popolo riunito in una piazza &#8211;  purtroppo d’autunno la pianta è muta, e il viaggio qua si conclude, non posso che rendermi conto di quanto sia vicino alle case dairaghesi.Caro, multicolore, pacifico, bosco di casa nostra.Sognare e&#8221; un diritto.ULTIME NOTIZIE: Ogni anno diverse tonnellate di rifiuti vengono impunemente abbandonati nei boschi di Dairago.Il bosco e&#8221; nostro amico, isola salvifica nella torbida estate, magica realta&#8221; pacificante d’autunno, dipinto di tranquillita&#8221;. Non facciamo soffocare il nostro bosco; dove c’era il fagiano ora sta un bel divano, dove v’era il coniglio e&#8217;deposto un groviglio,di cavi sintetici per fini non elettrici, dove la volpe cacciava selvaggina si trova ora una latrina.Quattro rime di speranzanon saranno mai abbastanza qua ci vuole la costanza di un amore illimitato a chi dona  e non viene ricambiato Ricordiamoci del nostro bosco cosicché dopo l’autunno ci sia un’altra primavera.Unica nota utile: per favore bambini, quando vedete papa&#8221; che carica sul camioncino il divano vecchio, chiedetegli dove lo sta portando.</p>
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